Erasmo
Anatolia, III sec. / Formia, 303  Conosciuto anche come Sant’Elmo.  Vescovo di Antiochia, subì diverse persecuzioni.  L’arcangelo Michele lo liberò dalla prigione e lo portò a Formia dove pochi giorni dopo morì.  Durante il Medioevo il culto del santo  si consolidò grazie ai commercianti e marinai di Gaeta e venne inserito tra i cosiddetti Santi ausiliatori quale patrono dei marinai e protettore dei malati di stomaco.  Raffigurato nelle vesti di vescovo e con pastorale, con una fiaccola riferita ai tradizionale fuoco di Sant’Elmo.
Viene infatti messo in relazione con il santo il cosiddetto “fuoco di Sant’Elmo”. E’ una scarica elettro-luminescente provocata dalla ionizzazione dell’aria durante un temporale, all’interno di un forte campo elettrico. I naviganti consideravano la sua comparsa di buon auspicio. Il nome è dovuto al fatto che il fenomeno spesso appare sulla testa dell’albero maestro delle navi durante i temporali in mare. Una leggenda narra, inoltre, che quando il Santo venne arso vivo, forse sotto Diocleziano, sulla cima della pira del rogo si vide comparire una fiamma bluastra, ritenuta dai presenti l’anima del santo che si innalzava al cielo.

Ermete
Grecia, I secolo / Roma, 120. Liberto romano. Raffigurato in abiti di soldato

Eustachio
Roma, I / II secolo. Martire romano durante il regno dell’imperatore Adriano.  Raffigurato accanto ad una cerva, con la palma del martirio, con un toro in bronzo arroventato al fuoco in ricordo del suo martirio

Fabiano
Roma, III secolo. Pontefice dal 236 al 250. Fu martirizzato per ordine dell’imperatore Decio. Raffigurato con la palma del martirio

Felice da Cantalice
Cantalice (Rieti), 1515/1587. Frate minore Cappuccino, di temperamento mistico, dedicò la sua vita agli ammalati e ai poveri.

Filippo Neri
Firenze, 1515 / Roma 1595.  E’ stato un presbitero, educatore e attivista italiano. Fiorentino d’origine, si trasferì, ancora molto giovane, a Roma, dove decise di dedicarsi alla propria missione evangelica in una città corrotta e pericolosa, tanto da ricevere l’appellativo di «secondo apostolo di Roma». Radunò attorno a sé un gruppo di ragazzi di strada, avvicinandoli alle celebrazioni liturgiche e facendoli divertire, cantando e giocando senza distinzioni tra maschi e femmine, in quello che sarebbe, in seguito, divenuto l’Oratorio, ritenuto e proclamato come vera e propria congregazione da papa Gregorio XIII nel 1575.  Per il suo carattere burlone, fu anche chiamato il “santo della gioia” o il “giullare di Dio”.  Istituì il cosiddetto Giro delle Sette Chiese, un pellegrinaggio a piedi per le sette chiese principali della città, tuttora praticato dai fedeli.  Proclamato santo nel 1622

Francesco da Paola
Paola (Cosenza) 1416 / Plessis-Les Tours (Loira), 1507. Eremita, ebbe fama di taumaturgo. Patrono dei naviganti e dei pescatori. Fondò l’Ordine dei Minimi (detti anche “Paolotti”). Raffigurato in abito da cappuccino, con un bastone e mantello a ricordo di un episodio singolare: dovendo attraversare lo Stretto di Messina con alcuni confratelli chiese ad un pescatore di traghettarlo all’altra sponda, ma questi rifiutò visto che non potevano pagarlo; Francesco legò un bordo del mantello al bastone, vi salì sopra con i due frati e attraversò lo Stretto con quella barca a vela improvvisata.

Francesco d’Assisi
Assisi, 1181/1226.  Dopo il turbolente periodo giovanile si convertì ed improntò la sua vita, le opere, le predicazioni a principi di fraternità, umiltà e povertà.   E’ Patrono d’Italia

Francesco di Sales
Thorens (Savoia), 1567 / Lyon, 1622. Vescovo di Ginevra. Raffigurato con bastone pastorale. Ispirandosi alla sua figura San Giovanni Bosco diede il nome di “Società Salesiana” all’istituto da lui fondato. Raffigurato con bastone pastorale.

Gaetano da Thiene
Vicenza, 1480 / Napoli, 1547.  da famiglia dei Thiene, prese il nome da uno zio noto che nacque a Gaeta (donde Gaetano). Laureato a Padova in lettere giuridiche abbracciò lo stato ecclesiastico. Presente alla corte Pontificia dal 1506 con Giulio II e Leone X, maturò dall’esperienza congiunta di preghiera e servizio ai poveri una scelta per la vita sacerdotale e religiosa. Nel 1520 a Venezia alla Giudecca fondò l’Ospedale degli incurabili. Nel 1524 fondò con il Vescovo di Chieti poi Paolo IV l’ordine dei Chierici Regolari Teatini. Fuggì a stento dal cosiddetto “Sacco di Roma” dei Lanzichenecchi. Si rifugiò a Venezia fino al 1531. Nel 1533 si trasferì a Napoli su richiesta di Clemente VII dove fondò il Monte di Pietà, poi diventato banca. Nel 1547 durante la rivolta napoletana contro il tribunale dell’Inquisizione morì di stenti e preoccupazioni. Fu beatificato nel 1624 e canonizzato da Papa Clemente X nel 1671. E’ Venerato come il santo della provvidenza.

Ge(i)miniano di Modena
IV secolo. Vescovo a Modena. Diffuso culto in Toscana e in particolare a Pontremoli, ove si svolge ogni anno la disfida dei falò sul greto dei fiumi Magra e Verde, tra le contrade di San Nicolò (17 gennaio) e San Geminiano (31 gennaio).

Ge(i)nesio
Roma, III secolo. Mimo e attore comico a Roma durante l’impero di Diocleziano. Si convertì al cristianesimo durante la rappresentazione burlesca di un battesimo cristiano. L’imperatore lo fece flagellare, gli fece rompere le costole decapitare. Rappresentato con una maschera e/o con un violino

Gerolamo
Stridone (Dalmazia) 347 / Betlemme, 420.  Grande erudito e letterato: tradusse in latino la Bibbia. Considerato “dottore della Chiesa”.  Raffigurato con cappello da cardinale: accanto a lui spesso un leone

Giacomo il Maggiore
Palestina. I secolo.  Figlio di Zebedeo, pescatore, era uno dei 12 apostoli, come il fratello Giovanni l’Evangelista. Secondo una tradizione non documentata fu fatto decapitare da Erode Agrippa.  Il suo corpo fu portato in nave sulle coste della Galizia e sepolto su una collina.   Il sepolcro fu trovato nell’813 a seguito delle visioni avute da un eremita.  Da lì ebbe inizio il più grande pellegrinaggio della cristianità. Raffigurato con abiti da pellegrino, conchiglia.

Giorgio
Cappadocia, 275 / Palestina 303. Martire. La tradizione popolare lo raffigura come il cavaliere che affronta il drago, simbolo della fede intrepida che trionfa sulla forza del maligno. Rappresentato con drago, palma, stendardo

Giovanni Battista
Palestina, fine I secolo a.C. / I secolo d.C. Asceta e predicatore, battezzò Gesù Cristo. Fatto decapitare dal tetrarca della Galilea Erode Antipa. Raffigurato come bambino con capelli ricci, con croce di legno o canne incrociate da cui pende il cartiglio (o filatterio) “ecce agnus dei”, vestito con pelle di capra, con agnellino e/o scodella. Più frequentemente come adulto con pelle di cammello, croce con cartiglio, agnello, barba e capelli lunghi.

Giovanni Bosco
Castelnuovo d’Asti, 1815 / Torino, 1888. Presbitero e pedagogo, fondatore delle congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Giovanni della Croce
Avila (Castiglia), 1540 / Ubeda (Andalusia) 1591. Presbitero e poeta spagnolo, cofondatore dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi.

Giovanni Evangelista
Betsaida (Palestina), I secolo / Efeso (attuale Turchia). Apostolo. Autore del quarto Vangelo, delle tre Lettere di Giovanni e dell’Apocalisse. Fratello di Giacomo il Maggiore. Raffigurato con libro, penna, aquila oppure calice dal quale esce un diavoletto.

Giuseppe
Palestina, I secolo a.C. Sposo di Maria e padre putativo di Gesù. Viene raffigurato con un bastone fiorito, con un giglio, con gli attrezzi da falegname, spesso assieme a Maria e Gesù a simboleggiare la “Sacra Famiglia”.

Giuseppe (Morte di)
Mentre i Vangeli riconosciuti non parlano della morte di Giuseppe molte tracce si trovano invece nei Vangeli Apocrifi ove si legge che Giuseppe, dopo una lunghissima, serena e laboriosa vita, morì a 111 anni . Avvisato della Sua prossima fine da un Angelo rientrò in Gerusalemme dove, colpito da una malattia, terminò la sua vita tra le braccia di Maria e Gesù.  Per la particolare serenità della morte è considerato il protettore della buona morte.

Giulia
Cartagine / Nonza (Corsica) V secolo. Non si hanno notizie precise sulla sua vita, solo leggende.  Di ricca famiglia, cadde in rovina e divenne schiava.  Fu martirizzata mediante torture e poi crocifissione. E’ patrona della Corsica e di Livorno

Gregorio I detto Magno
Roma, 540 / 604. Di nobile famiglia, fu prefetto di Roma. Divenne poi monaco e abate del monastero di Sant’Andrea sul Celio. Eletto Papa, fu autore e legislatore nel campo della liturgia e del canto sacro, elaborò un Sacramentario che porta il suo nome e costituisce il nucleo fondamentale del Messale Romano. Raffigurato con Triregno papale, colomba, gabbiano.

Guglielmo d’Aquitania
Borgogna, 750 / Gellona (Occitania), 812. Conte, cugino di Carlo Magno, combatte gli arabi in Spagna. Assieme a Bernardo da Chiaravalle fonda un monastero a Gellona e vi si ritira fino alla morte. Raffigurato in divisa militare.