Durante la nostra attività rileviamo continuamente il grande numero di maestà scomparse. Lo vediamo dalle nicchie sui muri, ormai vuote. Lo vediamo dalle cappellette senza più il bassorilievo. Lo apprendiamo parlando con gli abitanti dei luoghi. Lo constatiamo leggendo i rilevamenti precedentemente svolti.

In molti casi si tratta di furti; in altri di spostamento delle immagini all’interno delle abitazioni, magari in occasione di lavori di ristrutturazione o di cambi di proprietà.

In altri casi si rileva lo spostamento da un luogo ad un altro: generalmente questo avviene all’interno dello stesso borgo, per lo spostamento della residenza del proprietario della casa.

È impossibile mettere sotto attiva tutela un patrimonio così numeroso, così diffuso, così sparso nel territorio, spesso in luoghi isolati e non controllabili. In alcuni casi, quando la qualità elevata si unisce a precarie condizioni di collocazione ed alla conseguente facilità di asporto, faremo opera di sensibilizzazione verso i proprietari stessi, verso i Comuni e verso le competenti Soprintendenze affinché si mettano in opera specifiche iniziative di tutela. Tra queste può essere consigliabile eseguire un calco dell’opera trasferendo l’originale in luogo maggiormente sicuro.

Dopo queste considerazioni risulterà chiaro il motivo per il quale abbiamo deciso di non rendere pubblico l’indirizzo preciso, né la frazione né tantomeno le precise coordinate geografiche delle opere censite.   Ci siamo quindi limitati ad indicare il Comune anche se, ovviamente, sono in nostro possesso i dati completi e georeferenziati.